LA CONVENZIONE 

La Convenzione  ha rappresentato la fine della monarchia e della politica riformista di compromesso che cercava di unire “Re, legge e nazione”.

La Costituzione del 1791 non aveva più nessun valore.

Il 10 agosto 1792 il potere è passato alla comunità dei sanculotti di Parigi (municipio rivoluzionario), il gruppo politico comandato da Robespierre.

Per la prima volta la nuova assemblea della Convenzione è stata eletta a suffragio universale, cioè da tutti i cittadini.

Intanto il popolo continuava la rivoluzione a Parigi invadendo prigioni e uccidendo circa 1500 persone. Anche se la Francia stava vincendo la guerra contro l’Austria, il popolo non era soddisfatto.

Il 21 agosto la Convenzione si è riunita per la prima volta e ha votato l’abolizione della monarchia. Il giorno dopo, su proposta di Danton, la Francia è stata dichiarata “Repubblica, una e indivisibile”.

Però all’interno della Convenzione c’erano diverse correnti politiche: i girondini più moderati e i montagnardi con idee più estremiste.

Il 2 giugno 1973 i montagnardi hanno preso il potere all’interno della Convenzione e i girondini sono diventati la minoranza.

Si apre così la strada verso la dittatura rivoluzionaria.

 

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