PURGATORIO:  PRIMO CANTO

 

E’ il proemio della cantica del Purgatorio, cioè l’introduzione.

Il Purgatorio comincia così:

“Per correr miglior acque alza le vele

ormai la navicella del mio ingegno,

che lascia dietro a sé mar sì crudele;

e canterò di quel secondo regno

dove l’umano spirito si purga

e di salire al ciel diventa degno.”

=

La nave del mio ingegno, della mia intelligenza

alza le vele per percorrere acque migliori

e lascia dietro a sé le acque crudeli dell’Inferno;

e canterò del secondo regno, cioè del Purgatorio

dove l’anima umana purifica i peccati

e diventa degna, capace di salire al cielo.

 

Come nel secondo canto dell’ Inferno, anche all’ inizio del Purgatorio Dante  dice le preghiere alle Muse → è una tradizione  letteraria → i poeti chiedono aiuto  alle Muse  per scrivere le loro opere =  TOPOS LETTERARIO DELL’INVOCAZIONE ALLE MUSE.

In particolare, Dante prega  CALLIOPE, la Musa della poesia  epica e la Musa più importante.

Questa preghiera può sembrare strana perché Dante  è cattolico, ma la preghiera alle Muse è una tradizione dei poeti, tutti dovevano farla.

Nel Purgatorio lo stile di scrittura di Dante  è più alto rispetto all’Inferno perché deve spiegare argomenti  importanti: Dante deve spiegare come si fa a purificare i peccati → è un argomento difficile, ecco perché chiede aiuto alle Muse.

Dante  è contento di uscire dall’Inferno: nell’ inferno Dante ha sofferto e pianto molto.

Adesso Dante  è contento di rivedere il cielo e le stelle.

E’ l’alba del giorno di Pasqua e Dante vede il pianeta Venere (simbolo dell’ amore) il primo pianeta che brilla al tramonto e l’ ultimo che svanisce quando nasce il sole.

Tratto da: www.wikipedia.org

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Più in alto brillano quattro stelle: sono le stelle della Croce del Sud, la stella che usavano i marinai per orientarsi nel mare di notte nell’emisfero sud della Terra, perché non potevano vedere le stelle dell’emisfero nord, secondo la teoria di Dante.

Tratto da: www.wikipedia.org

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Nessuno le ha mai viste,  solo Adamo ed Eva le hanno viste nel Paradiso Terrestre, prima di Dante. Perché ?

Perché secondo Dante il Paradiso Terrestre è sulla cima della montagna del Purgatorio.

Inoltre, perché  forse rappresentano le quattro  “virtù cardinali ” del cristianesimo:

  • PRUDENZA =   forze attenzione nella vita e con le persone.
  • GIUSTIZIA =   essere giusti con le altre persone.
  • CORAGGIO =   avere forza per superare le difficoltà.
  • TEMPERANZA =  avere equilibrio nelle situazioni della vita.

Le quattro stelle si vedono solo nell’emisfero  australe della Terra ( sud ) ma non  sono vere, sono solo immaginate da Dante.

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Quando si avvicina al Purgatorio Dante  incontra CATONE  UTICENSE = lui è il guardiano del Purgatorio.

Tratto da: www.wikipedia.org

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Catone era un nemico politico di Giulio Cesare e si è  suicidato  per evitare di essere imprigionato  da Cesare.

Perché Catone è un suicida  e non è nell’Inferno?

I suicidi dell’Inferno si sono uccisi per disperazione e hanno peccato contro Dio, invece Catone si è ucciso con coscienza, con consapevolezza:  Catone  ha deciso di morire per essere libero e per amore di Roma, per questo a Dante piace molto.

Catone ha la faccia  buona,  i capelli lunghi bianchi e la barba bianca. Le quattro stelle illuminano il suo viso.

Tratto da: www.wikipedia.org

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Catone chiede e Dante  e Virgilio perché loro passano di lì, pensa  che sono anime dannate.  Virgilio  spiega, come al solito, che il loro viaggio è  voluto da Dio, che Dante non  è morto, ha accettato di fare  il viaggio, anche se aveva molta paura.

“Chi siete voi che contro al cieco fiume

Fuggita avete la pregione eterna?

diss’el, movendo quelle oneste piume.

Chi v’ha guidati, o che vi fu lucerna,

uscendo fuor de la profonda notte

che sempre nera fa la valle inferna?”

=

Chi siete voi che avete risalito il fiume sotterraneo

E siete fuggiti dalla prigione eterna? (= cioè dall’Inferno),

disse lui muovendo la barba.

Chi vi ha guidati, cosa vi ha indicato la strada,

uscendo fuori dalla notte profonda

che colora sempre di nero la valle dell’Inferno?

 

Virgilio spiega a Catone che lui è un’anima del Limbo, come  Marzia, la moglie di Catone = CAPTATIO BENEVOLENTIA = tecnica letteraria = Virgilio vuole attirare Catone per passare nel Purgatorio.

Catone lascia passare Dante  e Virgilio  ma dice loro di lavarsi la faccia dal nero e dallo sporco dell’ Inferno e di mettere intorno ai fianchi un ramo di giunco, una pianta molto flessibile, usata anche da Enea nell’Eneide.

Tratto da: www.wikipedia.org

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Questo significa che Dante deve purificarsi dopo essere uscito dall’Inferno.

Dante nel Purgatorio cerca la libertà dal peccato.

Nell’Inferno i peccatori non sono liberi, sono tutti schiavi  dei loro peccati  e delle loro punizioni.

Se invece l’ uomo è libero dal peccato può vivere in modo più libero, può dedicarsi ai piaceri e all’ amore ma sempre “con misura”.

Catone capisce bene il significato della libertà infatti lui si è ucciso proprio per essere libero da Giulio Cesare.

Tutto il Purgatorio serve a purificare i peccati per arrivare alla libertà.

Dopo l’incontro con Catone, Virgilio dice a Dante di seguirlo verso la spiaggia dell’ isola del Purgatorio.

Dante vede il mare all’alba e con Virgilio passeggia sulla spiaggia.

Virgilio lava la faccia di Dante, che è sporca e anche rovinato dalle lacrime perché nell’Inferno Dante ha pianto tante volte. Poi Virgilio prende le piante di giunco per legarle intorno ai fianchi  di Dante: questa pianta è simbolo dell’umiltà  perché si piega al mare e al vento e Dante deve essere umile come la pianta per entrare nel Purgatorio.

Quando Virgilio stacca la pianta, subito ricresce e Dante è molto meravigliato.