PROMESSI SPOSI

CAPITOLO VENTOTTO

La situazione a Milano sembra essere migliorata dopo la rivolta del pane ma in realtà non è vero. La povertà è sempre più diffusa, la farina è poca e la carestia peggiora sempre di più. I negozi sono chiusi, le strade sono piene di persone povere che chiedono l’elemosina e ci sono tanti disoccupati.

Le persone più in difficoltà sono i contadini: hanno dovuto abbandonare le campagne perché non si può più coltivare la terra. Anche i borghesi hanno fame e cominciano a morire molte persone a causa della fame, della debolezza e delle malattie.

Il cardinale Borromeo ordina ai preti più giovani di aiutare le persone, ma mancava un intervento dello Stato. Si decide di aprire il “Lazzaretto”, un vecchio ospedale, ma molte persone hanno paura del diffondersi delle malattie dentro l’ospedale.

Passa l’inverno, arriva la primavera e per risolvere i problemi politici gli spagnoli mandano in Italia i “Lanzichenecchi”, un esercito di soldati molto crudeli che distruggevano tutto con molta violenza. Le persone dai paesi cercano di scappare sulle montagne per evitare la violenza dei soldati ma le sofferenze non sono finite. In questo capitolo Manzoni descrive in modo dettagliato la sofferenza umana.

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