PROMESSI SPOSI

CAPITOLO VENTITRE

Il cardinale è contento di incontrare l’Innominato. Si capisce chiaramente che il cardinale è una persona buona e superiore a tutti: è sereno, pieno di gioia e speranza, molto affascinante e non pensa male dell’Innominato.

Il cardinale capisce subito che l’Innominato è in crisi, che il suo cuore si è aperto e che vuole cambiare e avvicinarsi alla Chiesa. Il cardinale è molto affettuoso con l’Innominato: gli dà dei consigli, lo abbraccia e l’Innominato piange e accetta l’abbraccio del cardinale. E’ un punto importante: quando i due uomini si abbracciano rappresentano il bene e il male che si incontrano, l’uomo buono e l’uomo violento.

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L’Innominato è contento di parlare con il cardinale e grazie alle parole di quell’uomo così buono, lui riesce a risolvere la sua crisi. Nella notte era disperato, adesso si sente un uomo nuovo e non vuole più essere un delinquente con il cuore duro come prima. L’Innominato capisce che deve cambiare vita e deve fare subito qualcosa di buono: deve liberare Lucia!

Il cardinale ordina di trovare una persona fidata, di andare al castello e liberare subito Lucia. Questo compito viene dato a una donna, la moglie del sarto del paese, insieme a Don Abbondio. Ma, come sappiamo, Don Abbondio non è coraggioso, allora nessuno gli spiega il rischio di questo compito perché se no avrebbe fatto finta di essere malato!

 Don Abbondio, senza sapere bene cosa deve fare, va al castello insieme all’Innominato. Don Abbondio, come sempre, ha molta paura, va al castello seduto su un asino e l’Innominato non parla, così Don Abbondio non capisce cosa sta succedendo.

Il cardinale ha spiegato a Don Abbondio di stare tranquillo perché l’Innominato è diventato un uomo buono e non è più pericoloso, ma Don Abbondio ha paura lo stesso e non ha potuto rifiutare il compito che gli ha dato il cardinale.

Anche se ha paura, Don Abbondio riesce ad arrivare al castello insieme all’Innominato.

 

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