PROMESSI SPOSI

CAPITOLO QUATTORDICI

Durante la protesta il popolo si divide in tanti piccoli gruppi che commentano tutto quello che è successo e che programmano di continuare la protesta anche il giorno dopo.

Renzo è agitato per la nuova esperienza che sta vivendo a Milano: non è abituato a tutte quelle emozioni perché lui vive in un piccolo paese. Così si fa coinvolgere dalla protesta, si mette a parlare ad alta voce in mezzo a un piccolo gruppo di persone e racconta la storia del suo matrimonio annullato a causa di Don Rodrigo.

www.commons.wikimedia.org

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Renzo grida e parla di ingiustizia, di uomini prepotenti, di vendetta, di rivoluzione del popolo contro gli uomini ricchi e potenti. Tutti sono d’accordo con lui e applaudono il suo discorso, intanto diventa buio e tutte le persone ritornano alle loro case.

Renzo è stanco per il viaggio e per la protesta, ha fame e cerca una locanda (cioè una specie di albergo dove si poteva mangiare e dormire). Un uomo fa finta di aiutarlo e lo accompagna in una locanda lì vicino.

In realtà l’uomo è una spia dei governatori: fa finta di essere gentile con Renzo per chiedergli delle informazioni. L’uomo ha sentito i discorsi di Renzo ad alta voce e crede che Renzo sia uno dei capi della protesta.

Renzo è un ragazzo semplice ed è troppo ingenuo per capire tutte le cose nuove che gli stanno succedendo. Mangia e beve insieme all’uomo sconosciuto e in particolare l’uomo fa bere a Renzo tanto vino per farlo ubriacare e per farlo parlare il più possibile.

Renzo beve tutto il vino, si ubriaca, parla troppo e dice anche il suo nome e cognome all’uomo sconosciuto. Renzo parla a caso, non sa più quello che dice: parla di Don Rodrigo, delle ingiustizie che ha dovuto subire da uomini potenti, che gli uomini ricchi del suo paese l’hanno fatto scappare.

Alla fine della serata l’uomo sconosciuto se ne va e il padrone della locanda deve trascinare Renzo in una camera e buttarlo sul letto per farlo dormire.

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