PROMESSI SPOSI

CAPITOLO TREDICI

Anche a casa del vicario non è arrivato il pane, quindi lui comincia a capire che la situazione è grave e che il popolo ha ragione a protestare.

 Il vicario sente i rumori della protesta del popolo vicino a casa sua e comincia ad avere paura. I suoi servi chiudono tutte le porte e le finestre e tutti si nascondono all’ultimo piano della casa, nella soffitta.

Il popolo comincia a gridare: “a morte il vicario!” e a questo punto Renzo si spaventa e non è più d’accordo con la protesta. Tutti pensano così che Renzo dà ragione al vicario e che vuole difenderlo.

Arriva il cancelliere Ferrer, e tutti pensano che sia venuto per arrestare il vicario. Ferrer si dimostra amico del popolo, sorride e  dà ragione a tutti.

Renzo viene a sapere che Ferrer è il rappresentante della giustizia della città di Milano e da questo punto diventa il protagonista della protesta: Ferrer deve passare con la sua carrozza in mezzo al popolo e Renzo lo aiuta e gli va vicino. Renzo ha subito un’ingiustizia da Don Rodrigo che ha proibito il suo matrimonio, così cerca di avvicinarsi a Ferrer che sembra essere un uomo di giustizia.

Ferrer passa in mezzo alle persone e riesce ad arrivare davanti alla casa del vicario. Chiama il vicario e lo fa salire sulla sua carrozza di nascosto. In mezzo alla confusione della protesta il popolo non vede e non si accorge di niente.

Nella carrozza di Ferrer, il vicario è molto spaventato e dice che non vuole più fare politica e che vuole andare a vivere in montagna da solo, lontano da tutti i problemi.

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