PARADISO: SESTO CANTO

Le anime che si avvicinano a Dante sono luminose perché la luce è simbolo della carità = amore per il prossimo.

Le anime sono contente di avvicinarsi a Dante e sono sempre più luminose.

Dante non può vedere le loro facce, vede solo tanta luce.

Una delle anime luminose intorno a Dante nel Cielo di Mercurio è Giustiniano, imperatore romano intorno al 500 d.C. (periodo bizantino dell’Impero romano d’Oriente).

Tratto da: www.wikipedia.org

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Il simbolo di Giustiniano è l’aquila (simbolo romano).

Tratto da: www.wikipedia.org

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L’imperatore Costantino ha portato in  oriente il simbolo romano dell’aquila.

Giustiniano racconta a Dante la storia dell’Impero Romano e del passaggio del simbolo dell’aquila nel tempo,  toccando gli argomenti più importanti come:

  • il mito di Enea che scappa da Troia per fondare Roma,
  • la storia di Romolo e Remo allattati dalla lupa,
  • il “ratto delle Sabine”,
  • le prime vittorie dei Romani sui popoli vicini,
  • la storia delle guerre contro Annibale e contro Cartagine,
  • le grandi conquiste di Giulio Cesare,
  • la storia di Antonio e Cleopatra,
  • la nascita di Gesù e del cristianesimo,
  • la storia dei vari imperatori (Cesare, Augusto, Costantino, Giustiniano, Carlo Magno, …).

Tutta la storia dei Romani non è stata un caso ma un vero e proprio progetto divino, voluto da Dio.

Il momento centrale del racconto di Giustiniano e della storia romana è quello della nascita di Gesù, della sua vita e della decisione della sua morte presa da Pilato, rappresentante dell’Impero Romano.

I Romani devono poi punire Gerusalemme per punire chi ha deciso di uccidere Gesù = il popolo degli Ebrei, che viene poi disperso in tutto il mondo.

L’impero è stato poi minacciato dai barbari, ma  è rinato con Carlo Magno, grande sostenitore della Chiesa.

Dante approfitta di questa parentesi storica  per spiegare l’errore politico,  del suo tempo a Firenze:

Guelfi = sostengono il papa e sono contro l’aquila (cioè l’imperatore).

Ghibellini = sostengono l’aquila dell’imperatore e sono contro il papa.

Non va bene! Guelfi e ghibellini devono collaborare e non combattersi.

Tratto da: www.wikipedia.org

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Dante appartiene al gruppo dei Guelfi ma li critica lo stesso.

I Guelfi sono alleati con i francesi perché sostengono il papa. Vogliono che il papa abbia tutti e due i poteri (politico e spirituale).

Secondo Dante i Guelfi hanno fatto lo stesso errore dell’imperatore Costantino →l’imperatore Costantino è diventato cattolico e ha regalato delle terre da far comandare al papa, così il papa ha avuto tutti e due i poteri (politico e spirituale).

Dante non è d’accordo → lui sostiene la “teoria dei due soli” :

IMPERATORE = POTERE POLITICO

PAPA = POTERE SPIRITUALE

Dopo il racconto storico, Giustiniano spiega a Dante la struttura del secondo cielo.

Nel Cielo di Mercurio ci sono le anime che si sono comportate bene ma solo per diventare famose o per la gloria, cioè si sono comportate bene solo per obiettivi egoistici, di gloria e desideri terreni.

Questo comportamento non è positivo per un cristiano e quindi sono più lontani da Dio, ma sono lo stesso beati e possono vedere la perfezione divina.

Alla fine del canto si avvicina una nuova anima: è ROMEO DI VILLANOVA, un uomo giusto, accusato ingiustamente  a causa di gelosie di corte e costretto all’esilio, a vivere in povertà, anche se prima aveva sempre lavorato per aiutare i signori più ricchi.

Tratto da: www.wikipedia.it

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Dante si commuove per la storia di Romeo perché anche lui è in esilio.

Dante fa un confronto tra Romeo e Pier della Vigna (nell’Inferno).

Romeo di Villanova = lotta per vivere anche se è stato accusato da dei cortigiani gelosi.

Pier della Vigna = anche lui è stato accusato da dei cortigiani gelosi ma ha scelto di suicidarsi, non ha lottato per superare le difficoltà e infatti è all’Inferno.

Il canto finisce con Giustiniano che spiega a Dante che tutte le anime in Paradiso sono contente allo stesso modo perché si sentono tutte vicine a Dio.