PARADISO: SEDICESIMO CANTO

Continua il dialogo tra Dante e il suo lontano parente Cacciaguida nel cielo di Marte.

Tratto da: www.wikipedia.org

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Dante chiede a Cacciaguida quando  è nato, chi sono i suoi avi (= parenti), chi erano ai suoi tempi le più importanti famiglie fiorentine.

Caccaiguida si illumina di gioia, come un carbone avvolto dalle fiamme  e risponde volentieri a Dante.

Caccia guida è nato nel 1091, a Firenze, vicino a Porta San Pietro, ma non vuole spiegare chi erano i suoi avi.

A quel tempo la popolazione di Firenze era un quinto rispetto a quella al tempo di Dante, ma era una popolazione “pura”, cioè non mescolata con quella dei paesi vicini.

Secondo Cacciaguida, nella Firenze moderna si sono mescolate le persone e le famiglie e questo è uno dei motivi della decadenza della città.

Cacciaguida fa poi un elenco di tutte le famiglie più famose dei suoi tempi, che ormai sono decadute al tempo di Dante: la famiglia Ravignani, della Pressa, del Gagliaio, dei Pigli, dei Donati, degli Uberti, dei Lamberti, ecc..

Cacciaguida conclude il canto dicendo che lui ha vissuto ai tempi di queste famiglie, quando la città di Firenze era tranquilla e pacifica e quando il popolo fiorentino era giusto e glorioso. Firenze, a quei tempi non aveva sanguinose lotte al suo interno e non subiva mai delle sconfitte militari.

Questo canto è il canto più “fiorentino” di tutta la Divina Commedia ed è chiara la nostalgia di Dante per il passato glorioso della sua città e la sua polemica per la decadenza di Firenze e dei suoi abitanti.