PARADISO: QUINDICESIMO CANTO

Dante e Beatrice salgono al quinto cielo = CIELO DI MARTE = dio della guerra.

In questo cielo gli spiriti appaiono a Dante non più a forma di corona ma posizionati a forma di croce = la croce dei beati. Anche loro cantano in modo armonioso ma, quando Dante si avvicina, smettono di cantare per permettere a Dante di parlare e di far loro delle domande.

Tratto da: www.wikipedia.org

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Gli spiriti della croce sono SPIRITI COMBATTENTI = che hanno lottato per la fede.

Uno di questi spiriti beati è CACCIAGUIDA, un lontano parente di Dante, morto durante la seconda crociata per difendere la sua fede cristiana.

Tratto da: www.wikipedia.org

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All’inizio Cacciaguida parla in latino e dice delle cose difficili che Dante non riesce a capire con la ragione umana.

Poi comincia a parlare a Dante in modo più semplice e gli dice di essere contento della sua visita. Caccia guida ha aspettato il viaggio di Dante per molto tempo e ringrazia Beatrice per averlo accompagnato fin lì.

Cacciaguida si presenta e spiega la sua parentela con Dante: il figlio di Cacciaguida è Alighiero I e la sua anima si trova nella prima cornice del Purgatorio da più di cento anni. Alighiero I è il bisnonno di Dante e Cacciaguida chiede di pregare per lui in modo da aiutarlo ad uscire dal Purgatorio.

Cacciaguida racconta a Dante com’era Firenze ai suoi tempi: c’erano ancora le antiche mura intorno alla città e la popolazione viveva in modo semplice, non lussuoso; le donne non mostravano vestiti eleganti o gioielli e non erano sfacciate come al tempo di Dante. Tutti lavoravano e nessuno era in esilio: era una città molto diversa da quella dei tempi moderni di Dante.

Cacciaguida racconta di avere due fratelli e una moglie che di cognome si chiamava Alighieri, come Dante.

Cacciaguida ha seguito l’imperatore Corrado III nella seconda crociata, è stato nominato cavaliere ed è andato a combattere gli infedeli (= i musulmani) in Terrasanta (= Palestina).

E’ morto in battaglia ed è subito salito in Paradiso.

Cacciaguida è protagonista di tre canti del Paradiso, il quindicesimo, il sedicesimo e il diciassettesimo: Dante dedica molto spazio alla sua città di Firenze, alla situazione politica della città e alla critica verso i fiorentini moderni nella Divina Commedia. Nello stesso tempo, Dante dà anche delle informazione sulla sua famiglia e sui suoi parenti.