PARADISO: QUARTO CANTO

 

Dopo il dialogo con Piccarda, Dante ha ancora due dubbi e fa tante domande a Beatrice.

Dante non sa quale domanda chiedere per prima a Beatrice, come un uomo tra due piatti di cibo buonissimi non sa quale scegliere, o come un agnello tra due lupi non sa dove scappare.

Ma Beatrice indovina da sola le domande di Dante:

  • Dante chiede: perché queste anime sono meno sante di altre se sono state obbligate a non rispettare i loro voti? Non è colpa loro!
  • Beatrice risponde: queste anime sono lo stesso beate, anche se non hanno rispettato le promesse fatte, perché sono rimaste fedeli alle loro promesse nel cuore ma non hanno lottato, non si sono ribellate. Sono state deboli e questo è un limite.

  • Dante chiede: perché le anime abitano nel Cielo della Luna se la Chiesa non accetta la teoria di Platone che dice che le anime provengono dalle stelle?
  • Beatrice risponde: le anime abitano tutte nell’Empireo e sono tutte allo stesso livello, anche se Dante vede la divisione dei vari cieli. Dante non può capire l’ordine di Dio con la mente umana e quindi vede le anime divise nei cieli solo per capire meglio le differenze, ma in realtà non sono divise.

Dante ha sempre il desiderio di scoprire e raggiungere la verità e quindi ha sempre nuovi dubbi.

Vuole chiedere a Beatrice ancora una domanda: vuole sapere se l’uomo può fare un’opera buona al posto della sua promessa non mantenuta.

Beatrice guarda Dante con occhi pieni d’amore divino e Dante, di nuovo abbagliato dalla loro luce, è costretto a girarsi e ad abbassare gli occhi, confuso.

Beatrice mi guardò con li occhi pieni

di faville d’amor così divini,

che, vinta, mia virtute diè le reni,

e quasi mi perdei con gli occhi chini”.

Tratto da: www.wikipedia.org

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