PARADISO: DODICESIMO CANTO

 

San Tommaso ha appena finito di parlare e la corona degli spiriti sapienti comincia di nuovo a ruotare.

Arriva una seconda corona di spiriti sapienti, di nuovo formata da dodici anime, che ruotando, si aggiunge alla prima corona di spiriti. Tutti cantano in modo armonioso, difficile da spiegare con parole umane.

Le due corone sembrano due arcobaleni, uno dentro l’altro, con gli stessi colori, che si riflettono.

Dalla seconda corona si fa avanti san Bonaventura e richiama l’attenzione di Dante.

Tratto da: www.wikipedia.org

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San Bonaventura è un frate francescano e vuole parlare di  san Domenico, così come il domenicano Tommaso ha parlato di san Francesco. Le vite dei due principi della Chiesa sono simili e se si parla di uno, bisogna parlare anche dell’altro.

  • San Francesco è collegato al “fare” = attività pratiche della religione.
  • San Domenico è collegato al “dire” = predicazione e studio teorico della religione.

San Bonaventura comincia il “panegirico” di san Domenico = la lode a san Domenico.

Tratto da: www.wikipedia.org

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San Bonaventura racconta a Dante tutta la vita di san Domenico.

  • San Domenico è nato a Calaruega, in Spagna.
  • La sua mente è stata da subito piena di virtù, infatti sua mamma, prima di partorire ha fatto uno strano sogno: ha sognato di partorire un cane bianco e nero con in bocca una fiaccola (=luce) di fuoco per illuminare il mondo.
  • La mamma ha deciso di chiamarlo Domenico = del Signore = che appartiene a Dio.
  • Quando è nato aveva una stella sulla fronte.
  • Già da piccolo non amava il lusso e le comodità. Sembrava un bambino molto consapevole e dedicato a Dio.
  • Ha iniziato a studiare tanto, per amore della verità e non per vantarsi dei suoi studi. Con gli studi, Domenico inizia a “curare la vigna del Signore” = studiare il cristianesimo = metafora che proviene dal Vangelo.
  • Gesù sceglie così Domenico come “contadino” per coltivare il suo orto = coltivare il cristianesimo.
  • In poco tempo Domenico è diventato un grande teologo = maestro, esperto di religione e di Dio. Ha chiesto il permesso al papa di poter difendere la Chiesa dalle eresie (= peccati contro le regole della Chiesa) e di fondare il gruppo dei frati domenicani. → Dante usa la metafora: “da lui nascono tanti fiumi”.
  • San Domenico è stato un “guerriero” della Chiesa perché ha combattuto contro gli eretici = persone che non seguivano le regole della Chiesa. Non ha combattuto con le armi ma con la predicazione.

San Bonaventura dice che san Francesco e san Domenico sono come due ruote del carro della Chiesa, cioè hanno portato avanti la storia della Chiesa, ma poi i loro frati si solo allontanati dall’orma delle due ruote.

San Bonaventura, infatti, fa una critica ai frati francescani che si sono allontanati dalla povertà e dalle parole di san Francesco, per seguire il lusso e le comodità della Chiesa e dei beni materiali.

È una critica simile a quella di san Tommaso contro i frati domenicani.

Alla fine del canto, san Bonaventura presenta a Dante gli altri undici spiriti sapienti della seconda corona che sono intorno a lui.