Gli uomini si trovano dentro una caverna buia e scura, incatenati, che non possono neanche muoversi!

Alle loro spalle c’è un muro, anche se loro non lo vedono.

Dietro il muro passano delle persone che tengono in alto delle statue degli oggetti che esistono fuori dalla caverna.

Da sopra il muro sporgono le statue, ma non i portatori.

Lontano, sempre dietro il muro, c’è un fuoco grandissimo.

I prigionieri non hanno mai visto niente, sono sempre stati lì fin da piccoli. Parlano tra loro ma non si vedono, vedono solo le ombre degli oggetti portati dagli uomini dietro il muro, grazie al fuoco che arde in lontananza.

Il loro mondo è solo ombre e voci.

Non sanno niente del mondo che esiste fuori della caverna! Sono nell’ignoranza!

Un giorno, ad uno dei prigionieri vengono sciolte le catene e egli comincia e guardarsi intorno.

Comincia a vedere i suoi compagni, il muro e gli oggetti trasportati, il fuoco accecante, e un po’ alla volta viene condotto fuori dalla caverna e comincia a vedere il mondo come realmente è: vede la reale forma e sostanza delle cose.

Noi, le persone comuni, siamo i prigionieri, la caverna è il mondo delle cose sensibili (che si possono percepire con i sensi)

Il filosofo è l’uomo condotto fuori dalla caverna che invece può vedere gli oggetti

come sono nella realtà, nel mondo della trascendenza.