INFERNO: SESTO CANTO

Dante, sentendo la storia triste  di Paolo e Francesca, sviene. Quando si risveglia si trova nel terzo cerchio. È  il cerchio dei GOLOSI.

In questo cerchio cade una pioggia eterna sporca, fredda e pesante. La pioggia è mescolata a neve e grandine e la terra è tutta bagnata.

Il guardiano del terzo cerchio è CERBERO un mostro con tre teste, con gli occhi rossi e cattivi, la barba unta e nera, la pancia grossa e la zampe con lunghe unghie che graffiano le anime dannate.

Cerbero, quando vede Dante e Virgilio, mostra i denti e vuole aggredirli come un cane contro un nemico. Virgilio, che conosce Cerbero, prende della terra e la butta al mostro, cosi lui mangia goloso come un cane che mangia il suo osso.

Qui c’e un confronto con l’ Eneide di Virgilio. Infatti, nell’Eneide, la sibilla (= maga ) lancia la focaccia a Cerbero perché è un rito, un atto di sacrificio. Invece, nella Divina Commedia, Virgilio lancia la terra a Cerbero con  disprezzo perché è un mostro ed è diverso dagli uomini, infatti gli uomini non mangiano la terra.

Tratto da: www.wikipedia.org

Tratto da: www.wikipedia.org

Nel terzo cerchio qual è la punizione delle anime?

Sono tutte sdraiate per terra e devono stare dentro l’ acqua sporca e puzzolente della pioggia.

Dante e Virgilio camminano e sono costretti a calpestare  le anime.

All’improvviso si alza una persona e dice a Dante:

“ Tu che cammini per questo inferno,

non mi riconosci? Quando io sono morto,

tu eri già nato”

Dante non riesce capire chi è perché la sua faccia era piena di dolore. Allora l’anima continua a parlare:

“Sono CIACCO (= porco), questo è il mio

soprannome. Sono vissuto a Firenze e sono

Qui nell’inferno per punizione delle mia gola”

Dante finalmente riconosce Ciacco  e  ha voglia di piangere perché vede che lui soffre tanto. Ma Dante è troppo curioso di sapere il destino della sua città e chiede a Ciacco:

“Dimmi se puoi: cosa succederà a Firenze?

I cittadini sono molto divisi, chi sono i migliori?

Perché non riescono a trovare un accordo?”

Ciacco  risponde a Dante e fa una previsione molto importante:

Dopo una lunga lotta, prima vinceranno i Guelfi Bianchi (guidati dalla famiglia CERCHI)

e dopo vinceranno i Guelfi  Neri (guidati dalla famiglia DONATI = la famiglia della moglie di Dante,

Gemma Donati, sorella del capo dei Guelfi Neri)”.

Dante però apparteneva ai Guelfi bianchi, anche se sua moglie apparteneva ai Guelfi Neri. I Guelfi Neri prendono il potere grazie all’ aiuto di Papa Bonifacio VIII e Dante viene condannato all’ esilio. Dante giudica l’aiuto del Papa in modo negativo.

Ciacco continua la sua profezia (= previsione).

I cittadini buoni ci sono, ma non sono ascoltati ( come Dante). I fiorentini  lottano tra di loro perché hanno il cuore infiammato da : SUPERBIA, INVIDIA e AVARIZIA.

Dante sente questa profezia e per  la prima volta capisce che dovrà  andare in esilio. Ciacco chiede a Dante di ricordare il suo nome quando tornerà nel mondo dei vivi e poi ricade a terra.

Virgilio spiega a Dante che le anime si sveglieranno nel giorno del Giudizio Universale di Dio à le anime ritorneranno dentro il loro corpo e cosi soffriranno ancora di più.