L’EPICA E I POEMI EPICI

EPICA = EPOS → in greco significa racconto, narrazione, poesia, verso, canto.

L’epica deriva dai racconti dei miti, cioè racconti che provengono dalla religione ed è un genere letterario narrativo.

L’epica racconta una storia inventata ma collegata alla storia reale.

Queste storie diventano leggende e parlano sempre di persone speciale, cioè di eroi o dei. Sono sempre storie molto lunghe.

All’inizio le storie epiche erano orali ed erano raccontate da persone che si chiamavano “aedi”.

Poi le storie sono state scritte in versi, cioè come delle poesie e non come dei racconti in prosa.

Il verso dell’epica si chiama “esametro” = sei piedi. Ogni piede ha due o tre sillabe e l’accento cade sulla prima sillaba.

L’epica è un genere letterario antichissimo ed è nata prima di Gesù.

Il primo poema epico sono “I racconti di Gilgamesh”, racconti di un eroe simile ad Achille ed Enea ma ambientati in Mesopotamia, circa tremila anni prima di Gesù.

L’epica più famosa è però quella greca o romana. Grazie a tutte queste storie noi sappiamo come vivevano i popoli antichi (vestiti, armi, amori, modi di vivere, tecniche di guerra, cibi, ecc…).

Il linguaggio epico ha uno stile particolare, molto alto e difficile: è un linguaggio antico, che non si usa più, bello ed elegante, con tanti aggettivi e figure retoriche, con molte ripetizioni.

Ogni opera inizia con un “proemio”, cioè un’introduzione che di solito comprende tre parti:

1)      INVOCAZIONE ALLE MUSE O ALLA DIVINITA’ = il poeta chiede aiuto alle muse della poesia o alle divinità per scrivere l’opera. La musa dell’epica si chiama Calliope.

2)      ANTICIPAZIONE DELL’ARGOMENTO = il poeta spiega nell’introduzione l’argomento di tutta l’opera (es. nell’Iliade l’argomento è la guerra di Troia, nell’Odissea l’argomento è il viaggio di Ulisse verso Itaca).

3)      ELEMENTO ENCOMIASTICO = è una lode. Il poeta loda e celebra gli dei, i re o le famiglie ricche per cui scrive la sua opera (es. Virgilio scrive l’Eneide per lodare Roma e l’Imperatore Augusto).

Per esempio, il proemio dell’Iliade è molto famoso:

“Cantami, o Diva, del Pelide Achille

l’ira funesta che infiniti addusse

lutti agli Achei, molte anzi tempo all’Orco

generose travolse alme d’eroi, e di cani e d’augelli orrido pasto

lor salme abbandonò (così di Giove

l’alto consiglio s’adempia), da quando

primamente disgiunse aspra contesa

il re de’ Prodi Atride e il divo Achille”

(Proemio dell’Iliade nella traduzione di Vincenzo Monti)

Gli altri due poemi epici classici più famosi sono l’ODISSEA di Omero e l’ENEIDE di Virgilio.