OMERO E LA “QUESTIONE OMERICA”

Tratto da: www.wikipedia.org

Tratto da: www.wikipedia.org

Omero viene presentato come un “aedo” = un uomo che andava in giro a raccontare storie epiche.

Viene descritto come un uomo anziano e cieco, infatti il nome Omero significa “colui che non vede”.

Perché cieco? Perché in passato si credeva che chi era cieco era bravo a vedere il futuro e sentire le sensazioni, come un mago o un uomo saggio.

Omero è l’autore dei due poemi epici più famosi: l’Iliade e l’Odissea.

Non ci sono notizie sicure sulla sua vita, forse è vissuto nel VI secolo a.C.

Le storie che raccontava Omero sono dell’età micenea, ma con elementi anche del medioevo ellenico o età ellenistica (dal XIII al IX secolo a.C)., quindi sono racconti di età più antiche.

Quindi c’è sempre stato un dubbio: ma Omero è esistito veramente o no?

Alcuni filosofi greci sostengono che Omero è esistito veramente e che lui è il vero autore dell’Iliade e dell’Odissea.

Altri studiosi del 1600 (D’Aubignac, Vico e Wolf) sostengono invece che Omero non è mai esistito. E’ passato troppo tempo tra la scrittura dei due poemi e non è possibile che Omero abbia scritto da solo tutte e due le opere. La teoria di questi studiosi è che l’Iliade e l’Odissea siano state scritte da tante persone (= poligenesi) → sono tutti racconti separati scritti da tanti autori diversi che poi sono stati raccolti insieme nel VI secolo a.C. Questi autori erano aedi, cioè cantori, uomini che andavano in giro a raccontare storie prima solo oralmente e poi queste storie sono state scritte.