È uno degli insegnamenti fondamentali della filosofia platonica, ma è molto complicata:

prima di tutto dobbiamo pensare a quello che credeva Platone sulla conoscenza.

Per spiegarcelo egli si era inventato una storia: il mito della caverna.

Le cose reali che sono fuori della caverna Platone le chiama IDEE.

Esse sono il vero oggetto del sapere.

Le cose che noi vediamo, sentiamo, percepiamo, odoriamo e gustiamo sono solo “copie” delle cose!

Per Platone, come per Eraclito il mondo il mondo è mutevole, in continuo divenire , non lo si può conoscere in modo sicuro!

Come si può osservare e capire qualcosa che non sta mai ferma?

Le nostre sensazioni, (i sensi) e l’esperienza non può darci una conoscenza vera.

Questo ragionamento ti ricorda qualcosa?

Non ti fa venite a mente i ……………  (provaci, altrimenti clicca!) _ _ _  _ _ _ _ _ _ _ _ _?

 

Le idee si possono conoscere attraverso il filosofare,  sono i modelli perfetti delle cose reali.

Facciamo un esempio:

 gatto

il tuo gatto.

Lo vedi, lo tocchi,  senti il suo odore.

Quando non è presente tu riesci lo stesso a pensarlo, ricordarlo … perché?

Nella tua mente ne conservi l’ IDEA!

Ma dove conservi le tue idee? Nella MEMORIA!

L’uomo quando nasce ha già le idee dentro di se, deve solo tirarle fuori.

Secondo Platone, il compito di aiutare le persone e ricordare  e tirare fuori la conoscenza

spetta al filosofo, all’unico uomo liberato dalle catene dell’ignoranza.