ENEIDE DI VIRGILIO

L’autore dell’Eneide è PUBLIO VIRGILIO MARONE.

L’Eneide è un poema formato da dodici libri.

All’inizio dell’opera c’è il PROEMIO (= l’introduzione) con l’invocazione agli dei e alla musa della poesia Calliope. Nel proemio c’è anche la spiegazione dell’argomento dell’opera.

“Canto le armi, canto l’uomo…”

Virgilio scrive il proemio simile a quello di Omero dell’Iliade e dell’Odissea.

Virgilio canta le armi (= la guerra) e l’uomo (=Enea).

Ci sono due elementi importanti nel proemio:

1)   IL FATO = IL DESTINO

Enea ha il destino di dover fondare Roma per volontà degli dei.

Il “destino” è l’elemento che guida tutto il viaggio di Enea.

2)   LA PIETAS = IL RISPETTO

Enea è un uomo con molta obbedienza e molto rispetto per il volere degli dei, per il suo destino e per la sua famiglia.

La “pietas” di Enea è in contrasto con la crudeltà della dea Giunone, moglie di Zeus, arrabbiata con Enea  e i Troiani.

Nel primo libro Enea scappa da Troia bruciata e distrutta dai greci con l’inganno del cavallo. Ma la dea Giunone odia tutti i troiani e così fa subito affondare la nave di Enea. Sulla nave c’erano Enea, suo figlio Ascanio, suo papà Anchise e sua moglie Creusa.

Enea è un uomo molto bello perché suo papà Anchise era un uomo molto bello e sua mamma era Venere, la dea della bellezza.

Durante il viaggio Enea perde sua moglie Creusa e suo papà Anchise muore e viene sepolto in Sicilia.

Quando Enea perde la moglie, sua mamma Venere decide di intervenire. Enea fa naufragio vicino alla Tunisia, nella città di Cartagine e grazie all’intervento di sua madre Venere, si innamora della regina di Cartagine, Didone.

Nello stesso tempo interviene Giove che fa una profezia (=una previsione sul futuro): Enea dovrà fondare una nuova città che comanderà il mondo!

Questo per Enea è un compito importantissimo, è il suo destino, è una decisione degli dei e lui deve ubbidire.

Enea incontra Didone nel quarto libro, che è tutto dedicato a lei.

All’inizio Didone non vuole innamorarsi di Enea e cerca di resistere a questo amore, anche perché lei è vedova. Suo marito è morto e lei ha giurato di non volere più altri uomini. Poi però Didone si arrende al suo amore per Enea  e si lascia andare ad una forte passione = FUROR AMOROSO. Anche Enea è innamorato di lei.

Una notte, però, il dio Mercurio appare in sogno ad Enea e gli spiega che Giove ha deciso che lui deve partire e deve andare a fondare una famosa città. Enea deve ubbidire agli dei e deve lasciare Didone di nascosto.

Didone quando scopre la partenza di Enea si sente abbandonata e disperata. È molto arrabbiata e lancia a Enea una maledizione: Cartagine, la sua città, sarà sempre nemica della città che deve fondare Enea, cioè Roma. Questa maledizione è la spiegazione mitica di Virgilio delle Guerre Puniche, cioè delle guerre di Roma contro Cartagine.

Dopo la maledizione Didone è disperata e si suicida.

Enea intanto arriva in Sicilia dove fa il funerale a suo papà Anchise = GIOCHI FUNEBRI = giochi sportivi che si facevano per accompagnare i funerali. Questi giochi ci sono anche nell’Iliade per il funerale di Patroclo.

Dopo queste cerimonie funebri per la morte di suo padre, Enea continua il suo viaggio con la nave arriva a Cuma, una piccola città vicino a Napoli.

A Cuma  Enea incontra la sibilla (= maga) che legge il futuro.

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La sibilla di Cuma  accompagna  Enea in uno strano viaggio: Enea scende nel mondo dei morti (=oltretomba) per incontrare l’anima di suo papà morto. Il viaggio nel mondo dei morti è come una discesa all’inferno e si chiama CATABASI.

Anchise fa vedere a Enea  tutta la sua futura discendenza, cioè tutta la sua futura famiglia romana fino ad Augusto = la GENS IULIA.

Questa è la spiegazione dell’origine mitica dell’impero romano e la celebrazione di Augusto come romano “originale” proveniente dalla famiglia di Enea. Il poema in questo modo spiega e giustifica anche tutte le guerre che i romani hanno fatto contro gli altri popoli che abitavano prima in Italia. I romani giustificano le loro conquiste dicendo che le guerre sono state fatte per unire l’impero e portare la pace, ma in realtà questa è solo una scusa!

La sibilla di Cuma dice a Enea delle frasi famose sul futuro:

“Tu governerai il popolo con il tuo impero.

Queste saranno le tue arti.

Devi imporre una regola alla pace,

devi risparmiare quelli che si sottomettono e

devi distruggere quelli che si ribellano”.

In queste parole c’è la missione politica di Roma: allearsi con i popoli che si arrendono e ubbidiscono ai romani e distruggere i popoli che protestano contro i romani.

Questa discesa nell’oltretomba e queste previsioni sul futuro di Roma sono raccontate nel sesto libro, cioè nella parte centrale del poema, perché è la parte più importante!

Enea nell’oltretomba vede anche l’anima di Didone, quindi capisce che è morta. Enea prova a parlarle ma lei rimane zitta e fredda come il ghiaccio perché è troppo arrabbiata con lui per averla abbandonata.

Con il sesto libro finisce la prima parte dell’Eneide.

  • PRIMA PARTE DELL’ENEIDE (libri 1-6) = assomiglia all’Odissea perché racconta il viaggio di Enea come quello di Ulisse.
  • SECONDA PARTE DELL’ENEIDE (libri 7-12) = assomiglia all’Iliade perché racconta le guerre per fondare Roma, come la guerra di Troia.

Con il settimo libro comincia la seconda parte dell’Eneide che racconta l’arrivo di Enea nel Lazio.

Interviene di nuovo la dea Giunone, nemica di Enea. Giunone fa credere a Turno (re del popolo dei Rutuli) che Enea è arrivato per rubargli la sua fidanzata Lavinia, figlia di Latino, re del popolo dei Latini.

Turno diventa così nemico di Enea e comincia tra loro una guerra.

Enea per combattere Turno chiede aiuto al re Evandro che accetta di aiutare Enea. Evandro manda suo figlio Pallante a combattere insieme a Enea contro Turno.

Nell’ottavo libro, per la guerra  di Enea, Venere, chiede a suo marito Vulcano di costruire le armi per Enea e uno scudo scolpito con le scene della fondazione di Roma fino ad Augusto. Virgilio descrive nel poema tutte le scene dello scudo per celebrare la gloria di Roma e di Augusto.

Nel nono libro c’è la guerra tra Enea e le popolazioni dell’Italia e tra Enea e Turno.

Nel decimo libro Turno uccide Pallante, figlio del re Evandro, insieme a molti altri giovani soldati di Enea.

Nell’undicesimo libro Enea avvisa Evandro che suo figlio Pallante è morto e Evandro chiede a Enea di vendicarsi: Enea deve promettere a Evandro che ucciderà Turno.

Nel dodicesimo libro c’è lo scontro finale tra Enea e Turno: Enea riesce a uccidere Turno con un colpo di spada e così può iniziare la storia di Roma.

Enea sposa Lavinia (che prima era la promessa sposa di Turno) e con Ascanio, suo figlio, fonda finalmente Roma!