INTERVISTA CON L’AUTRICE Sabrina Rondinelli

INTERVISTATORE : Come mai ha deciso di scrivere un libro sul bullismo letto da un punto di vista femminile?

AUTRICE : Ho deciso di scrivere di una “bulla” perché mi sembrava più naturale, dal momento che per me era più facile identificarmi in un contesto femminile; inoltre del «bullismo al femminile» in genere si parla poco: è una realtà più nascosta, per certi versi meno “eclatante”, più “strisciante” che emerge meno frequentemente, ed è purtroppo un fenomeno sociale drammaticamente in crescita nelle scuole.

INTERVISTATORE : Quanto di reale c’è negli episodi e negli accadimenti descritti nel suo libro?

AUTRICE : Nella stesura del romanzo ho voluto ricostruire uno spaccato del mondo giovanile, parafrasando elementi di realtà insieme ad elementi di fantasia, che però riassumono realisticamente la vita degli adolescenti dei nostri giorni.

INTERVISTATORE: Come pensa sia possibile arginare il problema del bullismo nelle scuole ?

AUTRICE : Il bullismo si nutre fondamentalmente di parole che si traducono in insulti e bugie che tendono a umiliare e a screditare la destinataria del gesto. Ritengo che sia necessario un lavoro congiunto, una vera e propria “rete”, dal momento che non esiste una “ricetta magica” ; occorre senz’altro molta attenzione, è importante vigilare costantemente e, soprattutto non sminuire il problema, non lavarsi le manie e punire questi comportamenti.

INTERVISTATORE : A chi si rivolge il suo romanzo? Lo consiglierebbe solo alle teenager ?

AUTRICE : Ho scritto questo libro per i ragazzi: si tratta in un certo senso di un romanzo “su misura “ per gli adolescenti.

INTERVISTATORE : Come fa a descrivere così in dettaglio la realtà delle adolescenti dei nostri giorni mantenendo un punto di vista interno?

AUTRICE : Facendo l’insegnante conosco i giovani perché lavoro con loro; ho parlato con i ragazzi e ho cercato di capirli.

INTERVISTATORE: Nel suo libro si affronta anche il tema dell’amore giovanile. Quanto è importante seconde lei per le adolescenti dei nostri giorni ?

AUTRICE: Tanto: sia per le adolescenti di ieri che di domani; è un’importante scoperta che sconvolge la loro vita, facendole diventare “grandi”

INTERVISTATORE:Non Le pare di aver concluso il suo romanzo conferendogli un finale un po’ ottimistico, data la gravità del tema trattato?

AUTRICE: L’idea della conclusione è motivata dall’importanza giocata a mio avviso dal ruolo centrale della fiducia: i pregiudizi, specie in questi contesti, non si prestano a risolvere il problema.

Fonte: http://www.comune.torino.it/pass/php/4/index.php?pag=41727